Pilatus Porter PC 6, VQ 2150 mm

Da scatola standard o soluzioni custom, per carrelli e naca

Dal modello originale a soluzioni custom
Ogni modellista ha le sue fasi e i suoi momenti di passione. Il Pilatus PC 6, meglio conosciuto come Pilatus Porter, ha attirato la mia attenzione. Ho preso la misura intermedia; l’ultimo nato di casa VQ che misura 2150 mm. Un modello perfetto per un setup da 6 celle. Il mio obiettivo era di realizzarlo per un volato realistico.
La prima scelta è stata l’elica. Un modello da semi-riproduzione vuole la 4 o la 3 pale.
Il tigro originale monta il 4 pale e quindi la scelta è ricaduta sulla Vario Prop.
Il primo setup era:

  • motore Hyperion ZS 4035 299 gv
  • regolatore Hobbywing da 80 A opto
  • elica vario prop 4 pale 15,9″
  • 4 servi Dymond 5100 per alettoni e flap
  • 2 servi mini Dymond 3100 per elevatore
  • 1 servo Dymond 9500 per timone
  • lipo 6s 4500 mhaTurnigy
  • lipo ricevente 2100 mha

La scatola di montaggio originale propone un sistema di servo timone che non mi convinceva. Il servo è al centro della fusoliera con i tubi scorrevoli con asta metallica.
Così mi sono ispirato alla soluzione che adotta Top Model (Ecotop), per il pilatus porter da 2,5 metri. Ho messo il servo in coda è montato una squadretta in vetronite. Decisamente meglio.
Per creare la sede del servo ho dovuto rimuovere uno strato di balsa da 15 mm + uno strato di compensato da 2mm. Ho tolto 30 gr di materiale, così il peso in più del servo è di circa 20 gr.
Dopo qualche volo, ho deciso di sostituire l’Hyperion con un motore meno potente e più leggero. Il risparmio di peso è notevole visto che l’Hyperion pesa 521 gr; tutto peso in più sulla prua che mi vincolava a trimmare il cabra.

Inoltre, che senso ha montare un motore da 2500 w se poi ne usi circa 1200.
Il primo test volevo farlo con  il Roxxy D 5065 300 gv, il motore che suggerisce Flitework sul suo pilatus. Poi ho provato il Turnigy sk3 5055 da 430 gv (378 gr) ma, con 430 Gv, la vario prop a 4 pale assorbiva troppo anche al minimo del passo (circa 1700 W), la lipo era molto calda e il volo durava molto poco; mi sono fatto anche un atterraggio senza motore con la lipo finita.
E quindi, sono tornato alla buona vecchia APC 16×8. Con questo setup l’assorbimento era 1320 W. Soluzione ideale se il focus fosse stato solo il volo ma, il mio obiettivo restava realizzare un modello da semi-riproduzione e le due pale APC non sono la scelta giusta.
Alla fine, ho scelto di montare sempre il Turnigy sk3 5055 ma con 320 Gv (376 gr e 1630 W). Questa soluzione mi ha permesso di rimontare la vario prop rinunciando a una pala. Con 3 pale, sempre da 15,9, un passo da 10 e 6 celle, l’assorbimento è 1220 W. Un volato realistico si fa con 700-800 W e quindi, mi tengo quel margine in più per eventuali manovre di emergenza.

Ho preso gusto a fare del volato molto fluido e realistico, il modello si comporta molto bene. Solo una cosa non mi piaceva del volo: l’atterraggio. I carrelli di serie fanno rimbalzare il modello sulla pista, problema che ha anche il fratello maggiore da 2,7 metri. Mi sono documentato e ho deciso di rifare sia il carrello anteriore che quello posteriore in alluminio, entrambi ammortizzati.
Non sono attrezzato per  saldare e quindi, ho cercato soluzioni solo con profili di alluminio, bulloni-dadi e cerniere. Gli ammortizzatori sono molle per pensili da 250 mm che ho accorciato a 230 mm. Non le ho prese a gas perché il peso del modello è di poco superiore ai 5 kg.
Ovviamente non ho potuto fare una riproduzione fedele ma, ho cercato di farlo il più possibile simile come concezione.
Al primo volo di collaudo, con il nuovo carrello, sono rimasto sorpreso dal comportamento del modello sulla pista. Non solo non rimbalzava ma, seguiva il terreno assorbendo le asperità come il Pilatus Porter vero.
Con carrelli così realistici il modello assume un tono da semi-riproduzione di tutto rispetto. A questo punto non potevo ignorare la naca originale in vetroresina: decisamente poco realistica. Così mi sono infilato nell’ultima customizzazione: la naca che prosegue le linee naturali della fusoliera. Ovviamente usando gli stessi materiali della fusoliera (compensato, balsa, oracover).
L’attuale setup è:

  • motore Turnigy sk3 5055-320gv
  • regolatore Jeti-Hacker Master Spin 70 pro opto
  • elica vario prop 3 pale 15,9″
  • 4 servi Dymond 5100 per alettoni e flap
  • 2 servi mini Dymond 3100 per elevatore
  • 1 servo Dymond 9500 per timone
  • lipo 6s 4500 mhaTurnigy
  • lipo ricevente 2100 mha
  • peso in odv comprese lipo 5300 gr

Per affrontare al meglio anche gli atterraggi più pesanti, ho aggiunto, al carrello anteriore, una molla anche all’esterno che entra in funzione a metà dell’escursione della molla principale. Un upgrade in più funzionale e anche estetico che rende il carrello molto simile a quello del Porter vero.

il Pilatus Porter va in pensione

La notizia è ufficiale, dal 2019 cessa la produzione ma resterà un’icona per sempre nel mondo dell’aviazione

Quella del Pilatus pc 6 è una delle storie di produzione più lunga al mondo nel settore dell’aviazione. Ormai la sua gloriosa storia sta per finire. Pilatus ha prodotto un totale di 500 PC-6 in Stans dal 1959. Poco di meno di 100 macchine sono state inoltre prodotte negli USA sotto licenza dalla Fairchild Hiller. Il PC-6 ha fornito la svolta internazionale alla Pilatus: le sue capacità di decollo e di atterraggio corti e la versatilità generale hanno guadagnato fama mondiale e la reputazione di robusto “tuttofare”. Il Pilatus Porter ha  portato fama al nome dell’industria Pilatus in tutto il mondo.

Questo velivolo multi-ruolo è stato prodotto a Stans senza interruzione dal 1959, attualmente in piccole quantità, cioè dieci macchine all’anno al massimo.  Tra i suoi molti successi, vanno ricordati gli svariati voli cargo e passeggeri al massimo carico utile e ad un’altitudine di 5700 metri sul livello del mare: un record mondiale mai superato fino ad oggi! Sempre grazie alle sue capacità e alla sua robustezza il PC-6 è stato acquistato anche da diverse forze aeree militari in tutto il mondo. Resterà un’icona intramontabile.